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EVENTI


 

06.12.2014

L'ASSEDIO DI MONDOLFO NELL'ANNO 1517

Mondolfo (PU),

Ore 17 - Salone Aurora, Complesso Monumentale S. Agostino

Locandina evento

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Forum permanente sull'altomedioevo nelle Marche

Il convegno “Forme insediative e paesaggi rurali tra il tardoantico e l’alto medioevo” svoltosi a Mondolfo (PU) il 16 dicembre 2006, voleva essere il passo preliminare per la costituzione di uno spazio di discussione tra specialisti di varie discipline sull’alto medioevo nelle Marche. L’idea di principio era quella di attivare un “Forum permanente” dove archeologi e storici, ma anche altre figure specialistiche  interessate a questo particolare ambito cronologico della storia dell’uomo, potessero trovare spazio e modo per discutere sulle problematiche concernenti la ricerca e lo studio dell’alto medioevo marchigiano... --->


La chiesa di S. Gervasio di Bulgaria

Un legame particolare ha unito la chiesa di San Gervasio di Bulgaria al territorio di Mondolfo: essa è l’unica chiesa il cui titolo ha un chiaro riferimento alla Bulgaria, denominazione risalente all’alto medioevo e all’insediamento di popolazioni barbariche in questo tratto del basso Cesano caratterizzato dalla presenza di siti umani sin da epoca preistorica. San Gervasio è un “segno” straordinario nella storia del territorio e delle popolazioni che vi hanno abitato, un segno che si dovrebbe rendere il più possibile leggibile. I lavori edilizi, nonché gli scavi all’interno dell’edificio, da poco conclusi avrebbero dovuto offrire una occasione imperdibile per effettuare una serie di verifiche sulle questioni poste da tempo: la fondazione dell’edificio, le precedenti e le successive fasi costruttive, la natura e la destinazione delle singole strutture. Purtroppo questa possibilità non è stata sfruttata; sono così rimasti irrisolti quei problemi di interpretazione storica, per cui non rimane che utilizzare degli indizi per tentare di ricostruire le fasi più antiche della storia del sito... --->


IL RISO IN OCCIDENTE Si attribuisce ad Alessandro Magno e agli effetti della sua spedizione in Asia la scoperta del riso da parte dell’Occidente o, per meglio dire, la sua conoscenza da parte della cultura greca. La cosa appare plausibile, dal momento che alcuni scrittori greci (Teofrasto, Megastene, Crisippo) cominciano a parlare di questo cereale proprio nel periodo che va dal IV al III secolo a.C. Del resto, l’Occidente ha preso sempre il meglio dall’Oriente, e si sa che i Greci avevano un occhio costantemente rivolto verso est: non è un caso che il sovrano macedone, nel concepire la sua impresa conquistatrice, abbia puntato proprio in quella direzione.
Se non fu personalmente Alessandro a far conoscere il riso in Occidente, probabilmente saranno stati i suoi successori (Megastene, autore dell’opera Notizie sull’India, fu ambasciatore di Seleuco I alla corte Maurya sul fiume Gange tra il 303 e il 291 a.C.: è chiaro, altresì, che il riso di cui parlano questi scrittori è quello indiano). Tuttavia Greci e Romani non lo coltivarono, limitandosi ad importarlo in  seguito dal Medio Oriente come specialità dolciaria e terapeutica. In Roma antica si considerava il cereale decorticato buono per infusi: in tal modo accennano ad esso il poeta Orazio, il medico Celso e Plinio il Vecchio, che nella Storia naturale attribuisce tale uso agli Indi e agli Egizi, descrivendo il riso come il frutto di un vegetale dalle foglie carnose. --->

I CONTRATTI DI GUARIGIONE DAL SECOLO XIII
ALL’ETA’ MODERNA
Cosa è cambiato nella medicina e nel rapporto medico/paziente

Conferenza di Roberto Bernacchia

Tenuta in UPM Un Punto Macrobiotico di Pesaro (22/02/13), di Roma (21/06/13) e di Rimini (3/08/13)

Noi occidentali facciamo fatica ad accettare l’idea (macrobiotica, pianesiana) che mangiando si possano curare le malattie o quanto meno prevenirle. Eppure la dietetica, da Ippocrate in poi, era una componente fondamentale della medicina greca e romana. Questa attenzione al cibo si è mantenuta costante almeno per tutto il medioevo, grazie anche alla scuola medica salernitana. Gli antichi avevano inoltre coscienza che un farmaco era un rimedio (specifico) da usare con discernimento e prudenza. --->

Lunario

Il lunario di Evandro Tarini è in vendita al prezzo scontato di € 10 presso la cartolibreria Settepiù, l'edicola Cursio Donato di Mondolfo e l'edicola della stazione di Marotta.


News

Uomini primitivi non solo carnivori. Non erano solo carnivori i nostri antenati della preistoria. Sono state scoperte, infatti, tracce di amido in una macina e in un pestello risalenti a 30.000 anni fa nell’insediamento preistorico del Bilancino del Mugello, indizio che fa pensare a una dieta a base anche di vegetali macinati, tra cui la tifa (erba palustre spontanea). La scoperta è stata illustrata da Anna Revedin dell’Istituto italiano di preistoria e protostoria, durante la III Conferenza nazionale dell’Ordine dei biologi, svoltasi nei giorni 10 e 11 giugno 2011 all’Università Lateranense di Roma sotto il titolo «Alimentazione e supporto nutrizionale: biologia e nutrizione».
La scoperta, ha spiegato la studiosa, smentisce l'opinione corrente che vuole le popolazioni nomadi di cacciatori-raccoglitori del Paleolitico superiore essenzialmente carnivore: l'uso delle fibre e l'abilità tecnica necessaria per la produzione di farina e la loro manipolazione per farne cibo, quindi, non risalirebbero all'agricoltura del Neolitico, ma erano una conoscenza già acquisita in Europa da diverso tempo. Tra gli altri temi affrontati nelle due giornate: terapia dell’obesità, ristorazione scolastica, integratori per lo sport.--->

Qumran, le rovine della luna. Le antiche rovine di Qumran giacciono nelle vicinanze della riva nordoccidentale del Mar Morto su una terrazza di terra marnica che si staglia elevandosi circa 200 metri sullo specchio del mare. A partire dal 1947, momento in cui venne reso noto che in 11 grotte nelle immediate vicinanze delle rovine erano stati ritrovati frammenti di antichi rotoli di pergamena, l'insediamento di Qumran fu identificato con il centro principale della comunità religiosa degli Esseni. Gli Esseni vivevano in comunità come monaci, erano casti, celibi, dediti alla povertà e alla penitenza. Si erano ritirati nel deserto per vivere separati dal resto della società. La loro principale attività, oltre allo studio delle sacre Scritture, era quella di copiare manoscritti su rotoli di pergamena I risultati della ricerca moderna lasciano oggi intravedere un quadro decisamente in contrasto con questa teoria.--->

 


Ricerca

E’ sorta da un po’ di tempo in seno a Monte Offo l’idea di affrontare unaricerca storica specifica sulla valletta laterale del fiume Cesano in cui si trova il santuario della Madonna delle Grotte. A dire il vero una tale ricerca è già ad uno stadio avanzato e può contare su alcuni risultati conseguiti sul campo e a tavolino.
Quindi i festeggiamenti decennali in onore della Madonna  del 2007, di cui si sta in questo periodo predisponendo il programma, ci hanno offerto l’occasione di definire meglio il progetto, proseguire le indagini, rielaborare i dati per presentarli infine al pubblico proprio nei giorni dei festeggiamenti stessi nel prossimo settembre. Il proposito è quello di portare a termine uno studio storico-topografico-archeologico su una striscia di territorio che va da S. Gervasio a S. Costanzo, percorsa dal Rio della Stacciola, al cui centro si trova appunto il santuario mariano... --->


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