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16.05.2010

Il "CODICE" DI S.GAUDENZIO

Pubblicati nella sezione "Documenti" i sunti degli interventi di Ettore Baldetti e Roberto Bernacchia

Locandina evento

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Forum permanente sull'altomedioevo nelle Marche

Il convegno “Forme insediative e paesaggi rurali tra il tardoantico e l’alto medioevo” svoltosi a Mondolfo (PU) il 16 dicembre 2006, voleva essere il passo preliminare per la costituzione di uno spazio di discussione tra specialisti di varie discipline sull’alto medioevo nelle Marche. L’idea di principio era quella di attivare un “Forum permanente” dove archeologi e storici, ma anche altre figure specialistiche  interessate a questo particolare ambito cronologico della storia dell’uomo, potessero trovare spazio e modo per discutere sulle problematiche concernenti la ricerca e lo studio dell’alto medioevo marchigiano... --->


La chiesa di S. Gervasio di Bulgaria

Un legame particolare ha unito la chiesa di San Gervasio di Bulgaria al territorio di Mondolfo: essa è l’unica chiesa il cui titolo ha un chiaro riferimento alla Bulgaria, denominazione risalente all’alto medioevo e all’insediamento di popolazioni barbariche in questo tratto del basso Cesano caratterizzato dalla presenza di siti umani sin da epoca preistorica. San Gervasio è un “segno” straordinario nella storia del territorio e delle popolazioni che vi hanno abitato, un segno che si dovrebbe rendere il più possibile leggibile. I lavori edilizi, nonché gli scavi all’interno dell’edificio, da poco conclusi avrebbero dovuto offrire una occasione imperdibile per effettuare una serie di verifiche sulle questioni poste da tempo: la fondazione dell’edificio, le precedenti e le successive fasi costruttive, la natura e la destinazione delle singole strutture. Purtroppo questa possibilità non è stata sfruttata; sono così rimasti irrisolti quei problemi di interpretazione storica, per cui non rimane che utilizzare degli indizi per tentare di ricostruire le fasi più antiche della storia del sito... --->



News

Pubblicati i primi risultati del sequenziamento del genoma dell’Homo neanderthalensis. Premetto, si tratta solo del 60% del genoma totale, e non proviene da un singolo individuo (è piuttosto l’assemblaggio di geni provenienti da tre diversi proprietari). Come se non bastasse è probabilmente pieno di errori (la copertura – il numero di volte in cui ogni base è stata sequenziata in media – è bassa, solo 1,3). Ma questa è decisamente la notizia (scientifica, ma non solo) del giorno, una pietra miliare della paleontologia. Lo studio oggi disponibile su Science, pubblica finalmente i risultati del sequenziamento del DNA nucleare del Neanderthal (risultati già parzialmente svelati l’anno scorso, come dice anche Sylvie).
Un nutrito team internazionale, in cui spicca Svante Pääbo, del Max Plank di Leipzig, in Germania, partendo da campioni estratti da 21 frammenti d’osso (dai quali sono stati alla fine scelti 3 reperti provenienti da tre diversi individui) delle grotte di Vindija, in Croazia, ha assemblato un abbozzo del 60% del genoma dell’Homo neanderthalensis.--->

Open Access Day. Ufficialmente l’Open Access è nato a Budapest nel 2002 e progressivamente si è fatto strada all’interno di varie comunità scientifiche, come alternativa al consueto modo di diffusione della ricerca scientifica, e cioè attraverso riviste pubblicate e vendute da grandi case editrici su abbonamento alle biblioteche universitarie e di istituto, spesso a prezzi molto elevati.
La diffusione dei risultati di una ricerca scientifica fa parte, essa stessa, del processo scientifico: se i risultati non vengono resi noti e ampiamente discussi dai colleghi non hanno nessun significato.--->

 


Ricerca

E’ sorta da un po’ di tempo in seno a Monte Offo l’idea di affrontare unaricerca storica specifica sulla valletta laterale del fiume Cesano in cui si trova il santuario della Madonna delle Grotte. A dire il vero una tale ricerca è già ad uno stadio avanzato e può contare su alcuni risultati conseguiti sul campo e a tavolino.
Quindi i festeggiamenti decennali in onore della Madonna  del 2007, di cui si sta in questo periodo predisponendo il programma, ci hanno offerto l’occasione di definire meglio il progetto, proseguire le indagini, rielaborare i dati per presentarli infine al pubblico proprio nei giorni dei festeggiamenti stessi nel prossimo settembre. Il proposito è quello di portare a termine uno studio storico-topografico-archeologico su una striscia di territorio che va da S. Gervasio a S. Costanzo, percorsa dal Rio della Stacciola, al cui centro si trova appunto il santuario mariano... --->


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